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Ci risiamo. Ti telefona la sposa chiedendo se si può fare una “piccola aggiunta”. Un paio di cassette di legno per metterci le sue bomboniere perchè lei non le trova, un paio di tavoli in più, un extra, un favore. Tu come sempre sei super disponibile e cerchi di accontentarla ma al momento di dirle quanto le dovrebbe costare questo “piccolo extra” ti blocchi. Si tratta di una cifra da poco, perchè stare a farla pagare?

Alla fine concludi la telefonata o l’incontro senza averle dato nessun input su quanto le costerà questa aggiunta. In pratica: lei ha capito bene che gliel’hai appena regalata.

A questo punto per giustificarti ti dici…

  •   È una cifra da poco, una sciocchezza… gliela la regalo  e vedrai come lo apprezzerà!

Oppure

  • molto meglio dare un servizio super flessibile che fare le pulci per poche decine di euro.

ATTENZIONE! Se alla fine dell’anno  applichi la stessa filosofia a tutti i tuoi clienti, hai calcolato quanto ti costano questi “regali”?


NON SEI TU CHE SEI SBAGLIATO

Io ti capisco perfettamente. Sono uno di quelli che “meglio una pacca sulla spalla e tanta stima di un compenso economico”.

Fin da piccoli ci hanno instillato l’idea limitante che i soldi sono una cosa brutta, di cui quasi vergognarsi.

Si parla di soldi con imbarazzo, sotto voce, in modo criptico (si lo so che si fa anche per non farci sgamare dalla finanza). Sembra quasi che chiedere “tanti soldi” (poi andremo a vedere anche il tuo concetto di tanto) sia una cosa “disonesta”: Non a caso ci hanno insegnato il concetto di chiamare un prezzo “Onesto” solo quando il prezzo è particolarmente basso, come se i prezzi più alti fossero i “disonesti”.

Per questo, a te stesso, dici con orgoglio che i soldi non ti interessano, che è la passione a guidarti e farti alzare la mattina alle 4.

Perché hai scelto di diventare imprenditore?

Quando hai scelto di diventare titolare di impresa, di metterti in proprio, di investire tempo e denaro in un progetto imprenditoriale …. per quale motivo lo hai fatto?

Le 3 motivazioni più forti che muovono una persona a diventare imprenditore sono:

Realizzazione personale, sentirsi apprezzati;

Libertà, di decisione e di movimento;

Guadagnare per quello che si lavora, e che si vale.

La Piramide dei TUOI bisogni

Tra il 1943 e il 1954 lo psicologo statunitense Abraham Maslow teorizzò il concetto di “Hierarchy of Needs” (gerarchia dei bisogni o necessità) e la descrisse nel  libro Motivation and Personality del 1954.

La scala divide i bisogni fondamentali dell’essere umano partendo  dai più elementari (necessari alla sopravvivenza dell’individuo) ai più complessi (di carattere sociale). La realizzazione di una persona passa per i vari stadi e non può progredire finché gli strati inferiori non sono stati soddisfatti. 

Questa scala di bisogni è internazionalmente conosciuta come “Piramide di Maslow”

 I livelli di bisogno sono:

  1. Bisogni Primari(fame, sete, ecc.)
  2. Bisogni di Salvezza, sicurezza e protezione
  3. Bisogni Sociali  (appartenenza, affetto, accettazione)
  4. Bisogni di Stima, di prestigio, di successo
  5. Bisogni di Autorealizzazione (realizzando la propria identità e le proprie aspettative e occupando una posizione soddisfacente nel gruppo sociale).

Da questa teorizzazione salta subito all’occhio come i soldi siano IL MEZZO attraverso il quale puoi permetterti di salire i gradini della Piramide di Maslow in modo più “agevole” ed etico.

  • Se vuoi mangiare hai bisogno di soldi;
  • Se devi curarti, hai bisogno di soldi;
  • Se vuoi organizzare momenti belli con le persone che ami, hai bisogno di soldi;
  • Se vuoi andare in vacanza, hai bisogno di soldi.

E anche per salire gli ultimi due gradini della piramide hai bisogno di soldi.

QUINDI I SOLDI SONO CACCAPUPÙ?

I  soldi sono davvero una cosa di cui vergognarsi, da sibilare a bassa voce alla fine di un appuntamento, da nascondere?


Cambia approccio e liberati di questa Credenza Limitante.

-> tu pensi di  dover ABBASSARE LE TUE TARIFFE per andare incontro alle persone

Se pensi che i soldi siano caccapupù, sarai portato a mettere in discussione le tue tariffe e a quel punto

SE TU STESSO METTI IN DISCUSSIONE I TUOI PREZZI, SE TI TREMA LA VOCE QUANDO DICI IL TOTALE ANCHE I TUOI CLIENTI FARANNO LA STESSA COSA.

Se sei il primo a pensare che:

  • tu non pagheresti mai una cifra simile per quel servizio
  • il totale sembri spropositato

Come farai a convincere qualcun altro che quello sia realmente il tuo valore?

Sai come costruire il valore della tua proposta? Sai come darle il giusto prezzo senza sentirti “in colpa”?

Sai come valorizzare TUTTO quello che fai per gli sposi, senza dover regalare loro nulla, ma dando il giusto prezzo al tuo impegno e ai tuoi sforzi? 

Solo dopo essere riuscito a darti il GIUSTO VALORE potrai decidere SE e COSA regalare ai tuoi clienti!